Gli sponsor rappresentano una fonte di finanziamento essenziale per la Nazionale. Contratti di sponsorizzazione con aziende di vario settore contribuiscono in modo significativo a coprire le spese relative alle attività della squadra. Questi accordi, spesso di grande valore economico, consentono alla FIGC di disporre di risorse aggiuntive per garantire il funzionamento ottimale della Nazionale e remunerare adeguatamente i calciatori. Quello che emerge dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate è che l’applicazione della ritenuta del 20 per cento a titolo d’imposta deve essere valutata caso per caso, in base alla relazione tra ente erogante e percettore delle somme. Altro aspetto di particolare interesse è quello che riguarda i compensi che i calciatori percepiscono come sfruttamento economico della loro immagine.
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Prima di affrontare l’aspetto generale, è fondamentale comprendere la natura dei contratti che legano i calciatori alla Nazionale. Non si tratta di contratti di lavoro tradizionali, ma di accordi specifici per prestazioni sportive a carattere temporaneo. Questi contratti, spesso, prevedono compensi diversificati a seconda della performance, della partecipazione alle competizioni e del raggiungimento di obiettivi prefissati (qualificazione a tornei internazionali, vittorie, ecc.). Si tratta, quindi, di un sistema di premi e incentivi che va oltre il semplice stipendio fisso; Alcuni accordi potrebbero prevedere anche clausole di immagine e sponsorizzazioni individuali, che generano introiti aggiuntivi per i calciatori. La Riforma dello Sport ha cambiato la tassazione dei premi sportivi assegnati agli atleti per i risultati ottenuti nelle competizioni. Questi cambiamenti sono entrati in vigore dal 1° luglio 2023 e hanno impattato su come vengono tassati, sui soggetti coinvolti e sui doveri fiscali.
Mondiali 2026, chi prende davvero i soldi? 871 milioni alle federazioni, 355 ai club e bonus variabili ai calciatori
Restarne fuori, invece, ridurrebbe il valore del prodotto Italia in maniera forse irrimediabile. La leva commerciale pesa sempre di più e diversi accordi possono perdere valore in caso di esclusione dal Mondiale. L’analisi del finanziamento delle Nazionali di calcio va oltre l’aspetto puramente economico.
Il nuovo regime produce effetti per i contribuenti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a partire dal 1° gennaio 2024. Beneficiano degli incentivi fiscali solo i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilabili a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo, mentre restano esclusi i redditi d’impresa. La concentrazione diventa ancora più evidente prendendo in considerazione le prime dieci squadre. Da Inter a Torino, il monte ingaggi aggregato raggiunge circa 912,4 milioni di euro, pari a oltre il 75% della spesa complessiva. Gli altri dieci club si dividono quindi meno di un quarto del monte ingaggi totale. Il conteggio parte dal 25 maggio 2026, data fissata per il rilascio dei calciatori, e termina il giorno successivo all’ultima partita disputata dalla rispettiva nazionale.
Dal 1° gennaio 2025 torna in vigore il regime ordinario, senza soglia di esenzione. Questo significa che qualsiasi premio corrisposto a un atleta o tecnico dilettante viene assoggettato alla ritenuta del 20%. Il regime agevolato si applica ad atleti e calciatori, di nazionalità italiana o estera (UE o extra-UE), che trasferiscono la residenza in Italia ai sensi dell’art. In caso di cessione diretta dello sfruttamento economico al proprio club di appartenenza il reddito da diritto di autore percepito dall’atleta deve essere ricondotto al rapporto di lavoro instaurato con il club medesimo. Quindi, tali compensi risultano agevolabili in relazione al regime degli impatriati.
Il Ruolo della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC): Il Pilastro Fondamentale
- Accertamenti tributari, IVA, imposte dirette, adempimenti dichiarativi, riscossione forzata, contenzioso e compliance preventiva.
- La FIFA ha aumentato fino a 871 milioni di dollari le risorse destinate alle 48 federazioni che hanno partecipato ai Mondiali 2026.
- I premi erogati a atleti o tecnici stranieri sono anch’essi soggetti alla ritenuta del 20%.
- Le cifre ufficiali non vengono rese pubbliche dalla FIGC, ma secondo stime di settore il valore di ogni gettone si aggirerebbe intorno ai 9.000 euro a convocazione.
- La leva commerciale pesa sempre di più e diversi accordi possono perdere valore in caso di esclusione dal Mondiale.
- Sempre parlando di esclusioni, «in caso di esclusione di una squadra nel corso del campionato, i punteggi ottenuti da tutte le squadre che hanno già disputata gara con la stessa saranno esclusi dalla formazione della graduatoria».
Il Torino si posiziona poco sotto i 50 milioni, mentre Sassuolo e Venezia presentano valori praticamente allineati, rispettivamente pari a 38,43 e 38,26 milioni. Inter e Juventus formano il primo gruppo, con un monte ingaggi vicino ai 146 milioni. Napoli e Milan si collocano nella fascia immediatamente successiva, sopra i 100 milioni, mentre la Roma rimane isolata poco sotto questa soglia.
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Compensi per lo sfruttamento economico del diritto di autore
È il caso, ad esempio, delle spese di vitto e alloggio a titolo di prima sistemazione per i calciatori non ancora in possesso di una propria abitazione. Oppure ancora i biglietti omaggio per i familiari, i beni come capi di abbigliamento, veicoli, orologi, etc, assegnati in virtù di contratti dagli sponsor. Ebbene, laddove, tali benefici rappresentino un fringe benefit per il calciatore, questi ultimi sono imponibili nella misura ridotta prevista dalla norma. Tuttavia, è necessario fare riferimento al fatto che la norma richiede che l’attività lavorativa sia prestata prevalentemente nel territorio italiano. Questo requisito deve essere verificato in relaziona a ciascun periodo di imposta e risulta soddisfatto se l’attività lavorativa è prestata nel territorio italiano per un periodo superiore a 183 giorni annui. La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto un regime sanzionatorio per i cittadini italiani che, pur trasferendosi all’estero per lunghi periodi, non provvedano alla loro iscrizione all’AIRE.
Sportivi professionisti e regime impatriati
ASD e SSD, lavoro sportivo, Registro Nazionale delle Attivita Sportive Dilettantistiche, RUNTS, enti del Terzo settore e adempimenti tributari e previdenziali. Crediti d’imposta per investimenti, contributi a fondo perduto, ZES Unica per il Mezzogiorno, Transizione 4.0 e 5.0, bandi europei, nazionali e regionali. Questa agevolazione è di particolare interesse in quanto non prevede particolari requisiti da rispettare. L’applicazione allo sport professionistico ed in particolare al mondo del calcio è una conseguenza inevitabile. Di frequente i calciatori godono di vantaggi ulteriori rispetto al compenso monetario. Oppure, possono godere di beni e prestazioni ricollegabili al rapporto di lavoro.
- Napoli e Milan si collocano nella fascia immediatamente successiva, sopra i 100 milioni, mentre la Roma rimane isolata poco sotto questa soglia.
- Oppure, possono godere di beni e prestazioni ricollegabili al rapporto di lavoro.
- La risposta resa dall’Agenzia delle Entrate analizza quindi le peculiarità del settore, ma rappresenta una bussola valida per tutti gli enti sportivi dilettanti.
- Risposte operative a quesiti reali in materia fiscale, societaria, contabile, agevolativa e di enti sportivi.
- Napoli e Milan completano il gruppo delle quattro società con un costo lordo degli stipendi superiore ai 100 milioni di euro.
- La convocazione in Nazionale rappresenta, in questo caso, una sorta di “prestito” temporaneo, che necessita di accordi tra club e federazione per la gestione dei periodi di impegno internazionale.
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Accertamenti tributari, IVA, imposte dirette, adempimenti dichiarativi, riscossione forzata, contenzioso e compliance preventiva. Il reddito da lavoro dipendente dello sportivo professionista è sicuramente oggetto di agevolazione. La distanza tra le due società è quindi di appena 300mila euro, rendendo sostanzialmente appaiate nerazzurri e bianconeri al vertice della graduatoria.
Società, imprese e Professionisti
Manu Koné, Mike Maignan, Adrien Rabiot e Marcus Thuram generano invece circa 280mila dollari ciascuno, sulla base di 56 giorni trascorsi con le proprie nazionali. Per Manuel Akanji, Remo Freuler, Torbjørn Heggem, Ardon Jashari, Leo Østigård, Marcus Pedersen e Kristian Thorstvedt la stima è di 245mila dollari a giocatore, corrispondenti a 49 giorni. I dieci rossoneri convocati hanno accumulato complessivamente 463 giorni di permanenza con le rispettive nazionali. La Juventus dovrebbe ricevere 1,215 milioni di dollari, il Bologna 1,075 milioni e la Roma 1,055 milioni.
Le federazioni più ricche, come quella inglese o quella francese, distribuiscono premi più elevati rispetto a quanto avviene in Italia. La nazionale inglese, ad esempio, ha storicamente garantito ai propri giocatori premi di qualificazione e vittoria ben superiori alla media europea. I premi sono solo per i risultati ottenuti nelle competizioni sportive o per partecipare ai raduni come parte delle squadre nazionali, sia a livello nazionale che internazionale. Si presume che questa regola si applichi anche ai premi in beni o servizi, non solo in denaro. Qual è il cambiamento principale a partire dal 1° gennaio 2025 per i premi sportivi? A partire dal 1° gennaio 2025, l’esenzione dalla ritenuta per i premi fino a 300 euro non è più valida, e tutti i premi saranno soggetti a una ritenuta del 20%.
Il monte ingaggi lordo stimato dei 20 club raggiunge quota 1,22 miliardi di euro, bonus esclusi. Il calcolo considera l’inclusione del giocatore nella rosa e il numero di giorni trascorsi con la nazionale. I minuti giocati, i gol e le presenze da titolare non modificano il contributo. La FIFA ha previsto regole specifiche per i giocatori sostituiti e per i trasferimenti completati durante casabet bonus il torneo. L’idoneità del club viene stabilita in base alla registrazione del calciatore al momento in cui viene messo a disposizione della nazionale.